Supervertice Strescino-Caltagirone: le reazioni dell’opposizione

scritto da Angelo Amoretti il 2 settembre 2010 ore 17:24

Riporto le dichiarazioni dei consiglieri Carla Nattero, Pasquale Indulgenza e Paolo Verda, sul supervertice tra il sindaco Strescino e il fidanzato di Beatrice Cozzi Parodi, Gaetano Bellavista Caltagirone, patron di Acquamare e socio al 33% della Porto di Imperia SpA [la sua fidanzata ha una fetta di un altro 33%, quello di Imperia Sviluppo tra cui spicca il nome di Pietro Isnardi].
Le frasi di Paolo Verda le ho estrapolate da un lungo e esaustivo articolo al riguardo di Loredana Grita, apparso su Il Secolo XIX del 2 settembre 2010.

CARLA NATTERO
Ho letto le ricostruzioni giornalistiche dell’incontro Strescino-Caltagirone. Al di là della attendibilità delle singole notizie, risulta chiaro che il Sindaco ha smesso in fretta di cercare di fare la voce grossa. Il preannunciato riassetto del CdA con l’entrata di Conti rafforza la componente privata, non certo quella pubblica.
Dal complesso delle dichiarazioni degli amministratori comunali si ricava l’impressione che non si vogliano affrontare i problemi reali emersi in maniera evidente nei mesi scorsi ma si miri semplicemente ad aggiustare la situazione, tornando agli equilibri precedenti . Lo dimostrano le dichiarazioni rilasciate da Fossati in serata che ripropongono pari pari lo schemino amministrativo iniziale come se in questi mesi non ci fossero stati degli sconquassi ineludibili.
Credo comunque che la loro sia una illusione perchè si è ormai rotto l’equilibrio tra un privato aggressivo e un Comune senza effettivi poteri di gestione e di controllo e perché troppi sono gli interrogativi ancora senza risposta su possibili illegalità relative al complesso dell’iter del porto.
Le rassicurazioni “sul più bel porto del Mediterraneo “ non bastano più agli imperiesi,lo sappia Caltagirone. Perché hanno visto i materiali ordinari con i quali il porto è stato costruito, i problemi ambientali che già emergono e quanto la struttura inserita nel bacino storico separi i cittadini dal mare che è sempre stato il loro.
E gli imperiesi si chiedono, sempre più scettici, perché vedono l’andazzo dei porti turistici vicini, se ci sarà almeno uno sviluppo del lavoro e delle attività economiche in cambio delle enormi risorse pubbliche affidate al privato.
In questa situazione difficile, di cui fa parte anche la farsa della offerta-burla dell’acquisto delle azioni del porto, il Sindaco pensa bene di trovare un diversivo attaccando l’opposizione. E’ una ricetta classica per uscire dall’angolo e rivela in modo plateale la sua debolezza e la divisione nella sua stessa maggioranza.
Le premesse per il Consiglio del 23 sono quindi poco incoraggianti, ma spero che comunque possa essere occasione di un confronto vero e chiaro.

Carla Nattero – Sinistra per Imperia – 1 settembre 2010

PAOLO VERDA
Non fa parte del nostro costume attaccare la magistratura, a differenza di quanto ci ha abituato a fare il Signor Berlusconi, suo leader, dal 1994 ad oggi.
Forse la Città si attendeva dal sindaco qualcosa che contribuisse a rasserenare gli animi visti gli ultimi eventi e che aiutasse a capire la posizione del Comune. Tanto più che è stato lui con il vicesindaco Lanteri a dichiarare che “la situazione con la Porto di Imperia Spa è insostenibile e che occorre un Consiglio monotematico per addivenire ad un mandato pieno di sostegno all’Amministrazione comunale.
Semmai i fatti che hanno portato alla ribalta il Porto turistico di Imperia negli ultimi mesi sono stati altri.
E’ la magistratura insieme agli organi di polizia, che a quanto pare si sta recando un giorno sì e l’altro anche presso il cantiere per verifiche (sicuramente di routine…), e non certo su nostra segnalazione.
Non siamo stati noi a diffondere notizie che oggi, apparentemente, sembrerebbero false, ovvero che il perito incaricato dal pubblico ministero per le indagini preliminari sulla questione capannone avesse a suo tempo dato parere sostanzialmente concorde con le tesi della difesa della Società Porto di Imperia Spa. Ciò detto, consci che la nostra soddisfazione per le rivelazioni portate dai giornali all’attenzione del pubblico, abbia dato
fastidio, riteniamo assolutamente legittimo esprimerle, pur sapendo che i magistrati sono assolutamente indipendenti anche dai loro periti e che non sono necessariamente tenuti a sposare le tesi degli stessi anche se da loro incaricati.
Perché all’epoca della costituzione della società e del passaggio delle quote a Caltagirone non hanno pensato, o voluto pensare, a valutare la possibilità, in luogo di una selezione di partnership puramente immobiliarista e a trattativa privata quella forse più allettante per la nostra città di un socio di natura industriale, magari con gara ad evidenza europea? Noi ora come allora siamo per lo sviluppo della nostra città, e pur sapendo che molti passaggi di natura tecnica sono purtroppo sconosciuti ai più, ci carichiamo anche del possibile fardello della impopolarità.

Paolo Verda – Capogruppo PD – stralcio da Il Secolo XIX del 2 settembre 2010

PASQUALE INDULGENZA
Nel riservarmi di assumere prossimamente una posizione unitaria con altri colleghi dell’Opposizione nel merito delle questioni aperte della portualità cittadina, ritengo di dover fare alcune considerazioni su quanto si e’ saputo degli incontri tenuti sullo stesso tema lunedì e martedì, il primo tra i dirigenti del PdL locale, l’altro tra l’Amministrazione Comunale e il Sig. Caltagirone.
Innanzitutto, va evidenziato che l’annunciato ritorno di Carlo Conti ai vertici della “Porto di Imperia” spa conferma in pieno la ‘presa’ dell’ex ministro Scajola, che dicono intenzionato, quale deus ex machina, a riprendere un suo ruolo di primo piano dopo l’infelice (e inquietante) vicenda romana che lo ha coinvolto, ma nel contempo denuncia clamorosamente quanto l’Amministrazione Comunale dipenda da quella volontà, non abbia adeguata autonomia e si contradddica di continuo. Conti viene da sempre considerato ‘fedelissimo’ di Scajola (come del resto il presidente della società, l’immarcescibile Paolo Calzia). Con Conti, al centro dell’ affaire delle colonnine sulla banchina di Oneglia, prima piazzate a servizio degli yachts e poi tolte fugacemente quando le cose si complicarono, senza che il Comune ne fosse almeno preavvisato), l’Amministrazione Comunale ha avuto fino a ieri vivi e crescenti contrasti, emersi pubblicamente, come, ad esempio, quelli testimoniati dalle durissime dichiarazioni rilasciate nella suddetta occasione dall’ora vicesindaco Lanteri. Contrasti – spiega – in realtà strettamente intrecciati con la polemica che contestualmente andava salendo con “Acquamare” e Caltagirone, riguardanti giusto il tenore del rapporto con il colossale, debordante socio privato. Ed ora, proprio Conti viene riproposto per mettere la cose a posto e superare le divergenze! In quale direzione, chiunque sia dotato di un minimo di perspicacia può capirlo. La figura che in primo luogo ne esce sminuita, é proprio quella del Sindaco, che ancora una volta, dopo le ‘bacchettate’, si prende la parte di quello che deve attaccare l’Opposizione (cosa assai discutibile, in verità: sarebbe semmai stato logico che lo facesse una parte politica, non un ruolo istituzionale super partes), accusata di ‘gettare fango’ e ‘danneggiare l’immagine della Città’. Un attacco politico – prosegue Indulgenza – portato, con parole simili a quelle pronunciate in occasione di Mafiosissima, da una carica istituzionale che sembra non rendersi conto che così facendo, mirando facile al solito bersaglio, si presta a spostare il problema da dove esso realmente si trova, e cioè proprio all’interno dei ‘poteri forti’ – politici ed economici – che governano “Porto di Imperia” e assetti locali. Sono le cose stesse a mostrare clamorosamente questa verità: nel “vertice” del Pdl, “voluto” da Scajola, (”vertice” – va sottolineato – svoltosi nella sede di un partito politico con la partecipazione degli amministratori comunali e della Spa), il Sindaco risulta essere stato attaccato e contestato pesantemente da Conti e Calzia, vale a dire dai due uomini che rimangono ai vertici della partecipata “Porto di Imperia”. E’ chiarissimo, quindi, chi comanda e fa le scelte….Per tutte queste ragioni, che riguardano in primo luogo la salvaguardia del ruolo pubblico (quindi, delle prerogative di tutti i cittadini) e la sua dignità, mi auguro che l’Opposizione sappia riprendere con ulteriore efficacia l’iniziativa che le spetta in vista del Consiglio Comunale del 23, il quale, stando alle uscite e alle iniziative dei responsabili dell’Amministrazione Comunale, si annuncia sotto i peggiori auspici.

Pasquale Indulgenza – Rifondazione Comunista – Sanremonews, 1 settembre 2010

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Il supervertice con Gaetano Bellavista Caltagirone

scritto da Angelo Amoretti il 1 settembre 2010 ore 11:56

A seguito del supervertice di ieri, in cui probabilmente Francesco Bellavista Caltagirone ha messo tutti i soci gentilmente a tacere, il Sindaco Paolo Strescino ha rilasciato la seguente dichiarazione [Qui]:

Preoccupa il fatto che una certa parte dell’opposizione non solo continui a gettare fango[1] sul porto di Imperia e a danneggiare l’immagine della città[2], ma sia addirittura arrivata a contestare un pubblico ministero.
Mi viene da dire che quando i pareri dei pubblici ministeri confortano la minoranza vanno bene, quando vanno contro le idee e le teorie dell’opposizione, invece, non vanno più bene[3].

[1] Cambiare slogan tipo “gettare fango” non sarebbe una cattiva idea, secondo me.

[2] Finora nella vicenda del Porto ci sono stati cinque avvisi di garanzia: è l’opposizione che getta fango sul porto di Imperia o è la magistratura che cerca di fare luce su faccende poco chiare, il proprio mestiere, insomma?

[3] Chiedere direttamente al grandissimo Capo, o anche solo all’avvocato Ghedini, quello slogan  è molto quotato da quelle parti.

Prima del super ce n’era stato uno extra, dietro suggerimento dell’on. Scajola: lunedì scorso infatti pare si siano riuniti nella sede di Viale Matteotti più o meno tutti gli attori della vicenda Porto insieme ai vertici del locale Pdl, compresi quelli che sono usciti di scena, tipo Luigi Sappa che ora è Presidente della Provincia.

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La storia infinita del “manufatto” sul porto di Imperia

scritto da Angelo Amoretti il 31 agosto 2010 ore 12:02

Mentre con ogni probabilità in questo momento si sta svolgendo in Comune il supervertice tra il Sindaco Paolo Strescino e il patron di Acquamare, Gaetano Bellavista Caltagirone, sul futuro della Porto di Imperia SpA e non solo, su Il Secolo XIX di oggi appare questo nuovo fulmine a ciel sereno che tanto a ciel sereno non è, dal momento che sabato scorso Marco Preve, su Repubblica, scriveva quanto segue:

Quel capannone è un abuso edilizio’ così il perito bocciò la sede dei cantieri nautici

Il “capannone” del Porto di Imperia è abusivo, ha violato il codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, nonchè il Codice della navigazione, e andava sanzionato penalmente sia per l’ aumento dei volumi che per le difformità architettoniche. Sono clamorose le conclusioni cui era arrivata la consulente della procura, incaricata di effettuare una perizia, nella scorsa primavera, sulla struttura destinata ad ospitare i Cantieri Nautici che era stata oggetto di denunce ed esposti, e sequestrata per sospette irregolarità urbanistiche. La sorpresa è legata a due circostanze: la prima è che nonostante le 48 pagine (più allegati) con cui l’ architetto torinese Elena Colciago ha bollato come abuso edilizio il capannone, il pm Paola Marrali non ha sposato le tesi della sua consulente, ma ha ritenuto invece corrette le interpretazioni fornite dagli avvocati della Porto di Imperia spa e degli indagati. Fin qui nulla di strano, poiché non è la prima volta che un sostituto procuratore prenda le distanze dal suo perito. Più curioso, invece, il fatto che a Imperia, a livello mediatico, siaa lungo circolata la voce che la decisione della procura si basasse proprio sui risultati della consulenza tecnica. L’ architetto Colciago è uno dei periti più richiesti dalle procure piemontesi e liguri e si è occupata di numerosi casi scottanti, ultimo dei quali l’ inchiesta sui box di Paraggi a Santa Margherita. Lo snodo della sua consulenza è contenuto in un passaggio fondamentale, quando affronta l’ aumento di volume del capannone (52.509 metri cubi invece dei previsti 40.928): «….per la configurazione del reato di abuso edilizio, è irrilevante che la costruzione sia stata completata in ogni sua parte essendo sufficiente il solo inizio delle opere e delle relative attività prodromiche». L’ attività d’ indagine della Capitaneria aveva dimostrato, carte alla mano, che la costruzione del capannone era iniziata già con il progetto che conteneva quell’ aumento di volumetria, per il quale era stata chiesta l’ autorizzazione all’ interno della maxi variante del porto. Variante che all’ epoca non era ancora stata discussa. Il consulente della procura sottolinea poi che: «L’ illecito ambientale compiuto coi Cantieri Navali non può ottenere la compatibilità paesaggistica “postuma”» e respinge la tesi difensiva secondo cui «se fosse stata richiesta l’ autorizzazione della soprintendenza, questa l’ avrebbe concessa ugualmente approvando il progetto nella sua interezza senza modifiche». E questo perché, spiega l’ architetto Colciago, «la volumetria dell’ opera così progettata sfora il limite massimo previsto dal Piano regolatore portuale (43.500 metri cubi)», e prova ne sia, è l’ affondo del perito, che proprio per questa ragione è stata chiesta una «deroga al ministero dell’ Ambiente». E ancora: «Il “danno ambientale” viene considerato come violazione anche in assenza riconosciuta di un pregiudizio al paesaggio e nonostante il parere favorevole dell’ autorità preposta alla tutela del vincolo paesistico». L’ architetto scelto dalla procura contesta anche la strada preferenziale imboccata dalla Porto di Imperia spa per chiedere la compatibilità paesaggistica. Infatti, scegliendo un articolo di legge rispetto ad un altro: «In caso di opera abusiva, ma conforme, compiuta su beni paesistici …. la sanzione sarà di tipo pecuniario» mentre secondo l’ architetto «nel caso in specie… in cui l’ opera determina aumento di volume o superficie utile e impiego di materiali in difformità la domanda doveva essere presentata in base…. e la sanzione relativa è quella penale». Il paragrafo finale elenca in sintesi le violazioni: «L’ opera risulta non conforme per le seguenti difformità: aumento di volumetria; modifica della sagoma, diversità dei materiali». Il pm Marrali aveva chiesto l’ archiviazione per i quattro indagati, il presidente della Porto di Imperia Paolo Calzia, il progettista Emilio Morasso, e infine due rappresentanti dei costruttori, Delia Marlonghi e Mariassunta Longo di Acquamare di Caltagirone Bellavista. Spetta ora al gip Domenico Varalli decidere se accoglierla oppure ordinare nuove indagini.
Marco Preve – Repubblica, 28 agosto 2010

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Manufatto al Porto: quattro avvisi di garanzia
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Ancora polemiche sul Palio del Mare

scritto da Angelo Amoretti il 30 agosto 2010 ore 18:00

Nonostante l’ottimo successo dell’80° Palio del Mare, non si placano le polemiche e dopo quindici giorni scopriamo un particolare interessante [ma anche l'acqua calda]: il bacino portorino non è più nostro.

«Palio del mare, la Porto di Imperia ci ha negato Calata Anselmi»
La denuncia dei borghi portorini che hanno disertato la manifestazione

Dopo quindici giorni sono ancora agitate le acque del Palio del mare. «Non è mai stato spiegato il vero motivo della nostra mancata partecipazione – afferma Marino Ricci, presidente del Circolo Borgo Cappuccini – Nessuno ha mai ammesso che il Palio non si è svolto nel bacino portorino perché la Porto di Imperia spa non aveva concesso l’autorizzazione». Un’affermazione che potrebbe essere come benzina sul fuoco delle polemiche scoppiate non appena è stata resa pubblica la latitanza di Borgo Foce, Borgo Cappuccini, Borgo Marina e Cà Gianca.
«Siamo molto contrariati – ribadisce Gianni Pico, capobarca dell’equipaggio di Borgo Cappuccini– Dopo due anni di promesse sull’organizzazione del Palio a Calata Anselmi, dobbiamo scontrarci con la dura realtà: il bacino portorino non è più nostro, l’Amministrazione comunale ne ha trasferito la proprietà a Caltagirone e noi non siamo più padroni di organizzare una qualsiasi manifestazione».
In effetti le locandine che preannunciavano l’evento evidenziavano la localizzazione in acque portorine nel rispetto delle due consecutive vittorie degli equipaggi del rione di ponente. «Eravamo riusciti pure a trovare una barca in legno più adatta per le sfide in acqua di quelle attuali in vetroresina e l’avevamo offerta al Comitato San Giovanni – racconta ancora Marino Ricci – Peccato che, pochi giorni prima della manifestazione, ho dovuto scoprire che il Palio sarebbe rimasto ad Oneglia per il mancato permesso della Porto di Imperia. Ho convocato il direttivo del Circolo in seduta straordinaria – continua Ricci – e, all’unanimità, abbiamo deciso di abbandonare il Palio seguiti poi da tutti gli altri rioni portorini. Calata Anselmi, però, è tuttora proprietà della città. E allora è inconcepibile questa mancata autorizzazione».
L’edizione 2010 è dunque andata in archivio con una lunga coda di discussioni, polemiche e litigi. Per la prossima però tutti i rappresentanti dei borghi “contestatori” offrono la loro disponibilità. «Non possiamo che essere grati al Comitato San Giovanni –precisa Gianni Pico – Ma non possiamo accettare che il Comune, socio al 33 per cento della Porto di Imperia spa, non sia intervenuto per favorire la disputa del Palio nelle acque portorine».
Ino Gazo – Il Secolo XIX – 30 agosto 2010

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Mafiosissima 2010

scritto da Angelo Amoretti il 29 agosto 2010 ore 10:09

Non ci sono potuto andare e mi dispiace assai.
Mi ha stupito la reazione del Sindaco Paolo Strescino rilasciata quando ha saputo (non c’era neppure lui, per differenti motivi) che lo aveva “sostituito” il segretario provinciale dei giovani del PD, Alessandro Lanteri.

Abusivissima 2009 – 29 agosto 2009

Abusivissima 2009

A tagliare il nastro di Abusivissima 2009, nel pomeriggio, è intervenuto sempre provocatoriamente un sindaco sosia di Paolo Strescino.
Il Secolo XIX – 30 Agosto 2009

Mafiosissima 2010 – 28 agosto 2010

Mafiosissima 2010

Non c’è il sindaco Paolo Strescino a “Mafiosissima 2010” la manifestazione contro tutte le mafie in corso sulla spiaggia della Galeazza, organizzata dalle diverse sigle dell’arcipelago giovanile della sinistra imperiese, ma il suo alter ego Alessandro Lanteri, segretario provinciale dei giovani del Pd. Lanteri si è presentato vestito da primo cittadino con tanto di fascia tricolore ed ha anche cantato un rap dal titolo “Quello che abbiamo in… Comune”.

Questa questione rischia di distrarre da quello che è il problema principale, come ribadito da Sebastiano Venneri vicepresidente nazionale di Legambiente che ha presentato in anteprima il rapporto “Ecomafie”: “La Liguria per la prima volta è capofila delle regioni del Nord per quando riguarda il fatturato di ecomafie, in particolare rifiuti e cemento. In Italia, poi, la Liguria risulta seconda solo alla Campania. Infiltrazioni di stampo mafioso sono in aumento nell’albenganese e nell’estremo ponente“.

foto: Abusivissima 2009 da La Sinistra per Imperia
Mafiosissima 2010 da Sanremonews.it

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Porto di Imperia: si rompe il muro del silenzio

scritto da Angelo Amoretti il 26 agosto 2010 ore 18:56

Avete notato, o cari lettori, che in questo mese di agosto è venuto fuori un mare di novità sul nostro porto turistico più bello del mediterraneo?
Vi siete accorti come ultimamente viene trattato dai media locali il nostro concittadino onorario Francesco Bellavista Caltagirone?
Vi siete accorti che è tornato il numero 40, ma per dire che i tempi non sono rispettati, mentre fino a un mesetto fa ci dicevano che le opere a mare erano addirittura in anticipo sulla tabella di marcia?
Vi siete accorti, in sostanza, come sia cambiata la linea dei nostri quotidiani locali nei confronti del fidanzato di Beatrice Cozzi Parodi?
E se adesso mi mettessi a dire che il porto non va avanti perché ci sono i giornalisti che remano contro e che se fosse per loro Imperia sarebbe ancora come trent’anni fa? [era quello che diceva lo sbadato Scajola rivolgendosi alla sinistra da rottamare, ricordate?]
Dai sù, qualcuno mi dica cosa c’è dietro a questo cambiamento di linea.
P.S. Leggetevi gli articoli correlati, per rinfrescare la memoria

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La Polizia Postale di Imperia

scritto da Angelo Amoretti il 25 agosto 2010 ore 11:47

In questi giorni abbiamo potuto notare più che mai la massa di lavoro svolta dagli uomini della Polizia Postale di Imperia, ma molti di noi, leggendo le cronache, pensavano che si occupassero di truffe online, pedofilia online e reati strettamente collegati a internet e ai computer.
Poi una mattina ci siamo svegliati e abbiamo scoperto che si occupano anche di reati di altro tipo: vedi la questione del Casinò di Sanremo e della Porto di Imperia SpA.
Sebbene ci sia qualcuno che ancora non dorme per paura delle intercettazioni telefoniche, le indagini si fanno anche su internet e quelli della Polizia Postale sanno farle bene.
Da me sono venuti due volte, in due, e con molta gentilezza mi hanno chiesto di controllare gli IP di qualche buontempone che aveva lasciato commenti evidentemente non graditi a qualcuno.
Siccome la seconda volta li sentivo già “vecchi conoscenti”, dopo aver firmato il verbale ho chiesto come mai perdessero una mezza mattinata di tempo per cose in fondo non troppo gravi che riguardavano il mio blog. Mi hanno risposto che non facevano altro che il loro dovere, ma mi pare di aver intuito che avrebbero voluto essere più numerosi nei loro uffici, per poter svolgere il loro lavoro con più rapidità.
Considerato che ci vuole un niente a mandare all’aria una loro indagine (sapete, cose del tipo: “Dal prossimo mese sei trasferito a Como“, per esempio), non sarebbe meglio che il Ministro dell’Interno potenziasse questi settori, visto che, come dicevo prima, molti fuorilegge agiscono anche sulle vie di internet?

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Provincia di Imperia: stop agli aiuti alle societa’ partecipate in deficit

scritto da Angelo Amoretti il 24 agosto 2010 ore 16:41

Sappa chiude i rubinetti.
Siamo fuori dalla crisi, o perlomeno così ci era stato detto dai governanti, ma il neo presidente della nostra Provincia, Luigi Sappa (PDL), si trova a dover fare i conti proprio con la crisi. E saranno conti veri e propri, nel senso che andrà a controllare meglio i bilanci delle cosiddette società partecipate e chi avrà il bilancio in rosso non sarà più aiutato dalla Provincia, cioè da noi, e qualcuna di queste partecipate è a forte rischio estinzione.
Le Società partecipate sono visibili sul sito ufficiale e sono dieci. Tre sono già in liquidazione: Alpi Liguri Sviluppo e Turismo Srl; Società per la promozione dello sviluppo economico dell’imperiese Srl (SPEI Srl) e Sviluppo delle Valli del Ponente (GAL Srl). Di quest’ultima era presidente Pierluigi Leone, finito in galera nel maggio del 2008 per aver rubato soldi alla Comunità montana dell’olivo di Imperia, di cui era presidente.
Osservando la pagina del sito della Provincia, viene da chiedersi a cosa possa realmente servire la “Società per la promozione dell’università nell’imperiese”, la SPUI SpA, di cui è Presidente Massimiliano Ambesi che tra l’altro ci guadagna 22.310,94 euro lordi all’anno.
E salta agli occhi il nome di Enzo Teodoro Amabile che sulle sette partecipate sopravvissute, appare ben in tre: il ragioniere è Amministratore Unico nella C.P.F.P. “G. Pastore” Srl (assai discussa in questi giorni) per cui prende 18.600 euro lordi all’anno; consigliere nell’Aeroporto di Villanova d’Albenga SpA (4.000 euro lordi) e consigliere nella Riviera Trasporti SpA (22.800 euro lordi).
Ora non c’è dubbio che il rag. Enzo Amabile abbia ottime qualità e nessuno le discute, ma il PDL non è riuscito a trovarne altri due da mettere uno qua e l’altro là, in modo anche da alleggerire un po’ di lavoro al ragionier Enzo?
Qui non si tratta di sprechi perché i soldi sarebbero andati ad altri due, ma perlomeno ci sarebbe stata un po’ di equa distribuzione.
L’altra cosa che salta agli occhi, ma anche che fa saltare gli occhi a chi ancora non sa che esiste, è l’Autostrada Albenga-Garessio-Ceva Srl.
In questo caso paranormale, forse per pudore, visto che la suddetta, pur essendo stata costituita nel 1967, ancora deve iniziare a costruire l’autostrada vera e propria, il consigliere Giuseppe Galatà becca giusto 200 euro lordi a ogni presenza e immagino che abbia poco da fare. Tra l’altro la Provincia la indica come Srl, il Comune di Torino come SpA, ma sono quisquilie. E in fondo la Provincia detiene solo il 7,5% delle quote, uno potrebbe anche chiudere un occhio e lasciare che il povero Galatà prenda ’sti gettoni. Solo che nel 2065 finirà la pacchia, a questo punto credo prima dell’autostrada, a meno che qualcuno poi non avrà l’accortezza di correggere lo statuto dal notaio.
Adesso è partita la missione “Partecipata Sicura” e vedremo quante ne resteranno.
Purtroppo non ho più sentito parlare di sprechi nelle dirigenze e Sappa farebbe meglio a prendere qualche provvedimento anche lì, giusto per risparmiare due soldi. E nel caso se lo dimenticasse, si spera che l’opposizione glielo ricordi, visto che in campagna elettorale quello degli sprechi era stato un suo cavallo di battaglia. No, perché tra l’altro vedo che alla “Programmazione e Progetti Comunitari” c’è un dirigente che conosce l’inglese e il francese a livello elementare: cioè poco più di zero.

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Il nuovo Porto e la stampa locale

scritto da Angelo Amoretti il 21 agosto 2010 ore 08:57

Ora che la Polizia Postale va a “curiosare” [Andrea Pomati - La Stampa - 21 Agosto 2010] negli uffici della Porto di Imperia Spa “si può anche ipotizzare che il pm stia indagando su più fronti, tutti riconducibili alla costruzione del nuovo porto targato Caltagirone ripetutamente oggetto di attacchi da parte dell’opposizione consiliare (Pd, Sinistra per Imperia e Rifondazione Comunista soprattutto)”. [Loredana Grita, Il Secolo XIX - 21 Agosto 2010]

Capito? Anche se virgolettato, la Polposte mica va a fare indagini per scoprire eventuali illeciti, no, va a “curiosare”.
E visto che forse il transatlantico comincia ad avere qualche falla, i topi e le tope cercano la via di fuga: il porto adesso è “targato Caltagirone”.

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Mafiosissima 2010 a Imperia

scritto da Angelo Amoretti il 20 agosto 2010 ore 11:51

Come ormai anche Dell’Utri sa, sabato 28 agosto 2010, sulla spiaggia libera vicino alla  Galeazza, a Imperia Oneglia, andrà in scena la prima edizione di “Mafiosissima 2010“, un evento tra il serio e il faceto.
A tal proposito, su Il Secolo XIX di oggi, leggo alcune affermazioni del Sindaco Strescino, invitato di lusso, che a mio avviso mette già troppo le mani avanti e sbanda un po’ in curva.
A parte la frase: “[...] La realtà è che una certa parte politica non potendo o sapendo vincere nelle sedi istituzionali cerca di recuperare spazi alternativi per autocelebrarsi. Così ad un anno di distanza arriva questa ‘mafiosissima’ che fa riferimento a presunte infiltrazioni mafiose nel ponente ligure” che mi ha lasciato un tantino perplesso, visto che come dice in seguito, la mafia va combattuta da tutti e dappertutto, a prescindere dai colori politici, considerato che al suddetto dibattito, serio, seppur in una cornice goliardica, parteciperanno Marco Preve di Repubblica, Matteo Lupi dell’Ass. Libera e Legambiente e che il tema sarà: “La mafia nel ponente ligure”, qualcuno sa spiegarmi il significato di quest’altra affermazione del nostro primo cittadino?

Se qualcuno pensa di organizzare un dibattito con la presunzione di ergersi già ad arbitro o giudice, la partita sarà persa in partenza perché banalmente condizionata, seppure con una giustificazione goliardica.

Grazie.
La locandina della manifestazione è qui e sul luogo “dell’illegalità” si arriva così percorrendo via A.S.Novaro fino alla scaletta prima della famosa spiaggia della Galeazza.

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